di
Marco Novali
31 Mag 2024
16:39
Nella mattinata di venerdì 31 maggio nel comune di Bergamo si è tenuta la cerimonia di consegna della medaglia d'oro della città all’Atalanta per la vittoria dell’Europa League e per la magnifica stagione giocata. A consegnare i vari premi c’era il sindaco di Bergamo in persona, Giorgio Gori, che ha potuto celebrare questa vittoria prima di terminare il suo ultimo mandato alla guida della città.
Gori ha voluto poi dedicare un discorso sul fatto straordinario compiuto dalla squadra: "Il lavoro, il talento e la passione che ci restituisce l’anima del gioco del calcio e ci consente ancora di credere alla forza di un gruppo di persone guidate da una straordinaria determinazione. È l’esempio del Leicester City, dell’Union Saint Gilloise o del Calais in coppa di Francia, oppure ancora del Girona in Champions League o per rimanere in Italia del Verona di Bagnoli, la Sampdoria di Vialli e Mancini. Il discorso per l’Atalanta è diverso perché la vostra storia è veramente unica. A Dublino c’erano tifosi norvegesi che cantavano di nonne e minestrine (ride, ndr), supporter del Liverpool rapiti dalla Dea dopo la scoppola presa ad Anfield, scozzesi diventati fratelli di curva dopo aver condiviso birre e cori con i nostri ragazzi".
Continua poi parlando del valore dietro al risultato raggiunto: "Non sapete quanti si complimentano con me: bambini, donne, anziani e persino un gruppo di suore (ride, ndr); perché l’Atalanta è Bergamo vestita di neroblu ed è salita sul tetto d’Europa dimostrando che il lavoro e la passione insieme possono fare l’impossibile". Ritorna poi sul passato e sulla creazione della squadra: "Si parla di storie incredibili, iniziate ad ottobre nel 1907 da un gruppo di cinque ragazzi del Liceo Sarpi nel ristorante Correggi. Prima esisteva la Giovane Orobia che si è fusa poi con la Bergamasca nel 1920 dando vita all’Atalanta Bergamasca Calcio; da quel giorno la storia della Dea si è intrecciata con quella della città nella buona e cattiva sorte, accompagnata nei suoi successi e negli insuccessi".
Giorgio Gori quindi ritorna sul suo passato: "Io sono nato a Bergamo, ma da bambino ho vissuto a Mestre e sono sempre stato appassionato del calcio di Gianni Riviera. Sono diventato tifoso dell’Atalanta tanti anni fa, quando nell’azienda in cui lavoravo sono diventati tutti improvvisamente milanisti. Perdonate la riflessione ma credo che ognuno di noi abbia un ricordo personale che lo lega ai colori nerazzurri. I bergamaschi hanno amato l’Atalanta anche quando lottava per la salvezza, e anche quando purtroppo non si è salvata". Conclude poi così: "Il legame fortissimo col territorio e il modello di gestione della famiglia Percassi da otto anni si è saldato col talento rivoluzionario di un allenatore capace di fare la differenza, ovvero Gian Piero Gasperini. I miei due mandati da sindaco si sono intrecciati alle vicende di questa squadra: insieme abbiamo condiviso il percorso dallo stadio, aggiudicato con asta pubblica, all'Europa League”.
A prendere parola poi è stato il capitano dell’Atalanta Rafael Toloi: "A nome della squadra vorrei ringraziare voi per questo momento, in questa stagione straordinaria che rimarrà per sempre nella memoria e nel cuore di tutti i nostri tifosi. È giusto ricordare anche chi ha lavorato in questi anni e chi lavora ancora, oltre che tutti gli ex compagni che hanno dato il loro contributo. Ringraziamo anche la famiglia Percassi e Pagliuca per il supporto dato; oltre che Gasperini e il suo staff che hanno cambiato la carriera di tanti giocatori che hanno lavorato insieme a loro. Infine, un grazie a tutti i bergamaschi che ci hanno seguito in ogni momento, non solo quelli belli ma anche quelli di difficoltà. Quindi questa coppa è per tutti noi, è per Bergamo, per i tifosi e per tutti i bergamaschi".
Successivamente è intervenuto Gian Piero Gasperini: "I nostri traguardi quest’anno ce li siamo costruiti partita per partita e a un certo punto abbiamo incominciato a credere e capire che potevamo andare sempre più in alto. Alla fine ci siamo resi conto che dietro di noi c’era una felicità enorme ed è stato quello che ci ha portato più piacere di tutto; ovunque andiamo vediamo la gente felice e per noi è stato questo il nostro più grande successo. È stato meraviglioso vedere gente che ti abbraccia, la stessa che per settimane ha vissuto l’Atalanta e che si alzava al mattino non pensando al lavoro ma a come seguire la squadra. Venendo qui oggi abbiamo capito cos’è la storia di Bergamo, cosa c’è dietro questa squadra dal 1907. È straordinario quello che rappresenta l’Atalanta in questo territorio. Noi oggi qui abbiamo ricevuto un grande dono, una grande forza che ci aiuterà nelle prossime partite e nella prossima stagione.” Conclude piangendo commosso dicendo: "Comunque ne usciremo da questo ancora più forti, ne usciremo ancora più veri proprio per rappresentare questa città".
Ha preso poi parola Stephen Pagliuca: "Sono veramente orgoglioso di far parte di questa città. È stata una stagione incredibile e ringrazio i nostri giocatori, lo staff, i tifosi. Ora è tempo di festeggiare".
Anche Luca Percassi è intervenuto: "Ovviamente da bergamasco è un grande privilegio essere qua, ci tengo in maniera particolare a ringraziare la squadra e ciascuno singolarmente. Perché io mi ricordo per ciascuno di voi che cosa è successo per portarvi all’Atalanta e le fasi del mercato sono sempre situazioni delicate, ognuno di voi ha una storia diversa. Quello che siete stati in grado di fare per l’Atalanta e per Bergamo è qualcosa che vi renderà eroi per sempre. La scelta di credere nella società ed essere qua vi ha premiato e per questo vi ringrazio. Ringraziate poi le vostre famiglie per tutto il supporto morale che vi danno quando rientrate nelle vostre case".
A concludere gli interventi ci ha pensato il presidente Antonio Percassi aprendo il discorso ringraziando il sindaco Giorgio Gori: "Il nostro grande sindaco tra qualche giorno ci lascia. Caro Giorgio, farai ancora tanta strada, perché sei bravo, intelligente e fortunato. Rappresenta sempre i ricordi dell’Atalanta". Ha poi proseguito parlando della Dea: "La forza della squadra è Zingonia e tutto il personale fantastico che lavora duramente per dare il meglio di quello che serve ai giocatori. Camminando incontro gente che mi abbraccia e piange, dicendomi che l’Atalanta li ha fatti sognare e gli ha cambiato la vita in famiglia". Parlando dei commenti ricevuti: "Ho ricevuto commenti pazzeschi di gente che mi domandava se fosse veramente l’Atalanta. Si è l’Atalanta ed è Bergamo. Perché i bergamaschi sono troppo forti; noi siamo troppo forti". Il presidente ha poi concluso incitando la squadra per domenica: "Ragazzi prepariamoci a domenica. Addosso eh, che dobbiamo finire bene. Manca l’ultimo scaletto da fare".
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