di
Nicholas Reitano
30 Mar 2025
17:09
Il sogno scudetto ora rischia davvero di sfumare. L’Atalanta cade a Firenze, battuta 1-0 da una Fiorentina più lucida e determinata nei momenti chiave. Un errore grave di Hien spalanca la strada a Kean, che segna l’unico gol del pomeriggio e condanna una Dea spenta, mai davvero in partita e incapace di reagire nel secondo tempo.
Il sole caldo di fine marzo accende il Franchi per una sfida dal profumo d'alta classifica. Prima del calcio d’inizio, il doveroso e sentito omaggio a Emiliano Mondonico, tecnico che ha scritto pagine importanti della storia recente sia a Firenze che a Bergamo: sette anni fa la sua scomparsa. Poi è solo campo e intensità. Le due squadre si studiano a lungo, senza affondare con decisione. Il primo squillo arriva da Kean, che calcia fuori dopo un buono spunto individuale. L’Atalanta risponde in contropiede con Lookman, fermato da Ranieri proprio sul più bello. Ma l’equilibrio si rompe poco prima dell’intervallo: Hien sbaglia clamorosamente in fase di impostazione, Kean lo punisce con una lunga corsa palla al piede e trafigge Carnesecchi. La Fiorentina va al riposo avanti 1-0, con la Dea mai realmente pericolosa nei primi 45 minuti.
Gasperini non cambia nulla all’intervallo, ma è la Fiorentina a sfiorare subito il raddoppio con Gudmundsson, impreciso a tu per tu con Carnesecchi. Ci prova anche Fagioli da fuori, costringendo il portiere nerazzurro alla respinta. La risposta atalantina tarda ad arrivare e coincide con le uscite di Lookman e Retegui: un paradosso che racconta le difficoltà della trasferta toscana. De Ketelaere, tra i pochi a provarci (e male), va vicino al pari al 65’ divorandosi un gol già fatto. La vera palla del raddoppio ce l’ha però la Viola: al 72’ Ranieri ha due chance da pochi metri, Carnesecchi salva entrambe. Nel finale, la Dea alza il baricentro ma fatica a costruire occasioni nitide: manca precisione, manca ritmo, manca la solita brillantezza offensiva. Finisce 1-0 per la Fiorentina: un ko che brucia e che potrebbe costare carissimo nella corsa al vertice (e che ora obbliga l'Atalanta a guardarsi anche le spalle).
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