Gasperini: «Nella vita ci sono un inizio e una fine: è il viaggio il bello»

Gian Piero Gasperini

Giornata speciale per Gian Piero Gasperini. Il tecnico dell'Atalanta ha ricevuto a Roma il Premio Bearzot. Un momento che è stata l'occasione per il Gasp di toccare diversi temi, tra presente e futuro. 

Le parole di Gasperini al Premio Bearzot 

Sul suo futuro 

"In questo momento ho casa a Bergamo (ride, ndr). Noi allenatori viviamo di presente e in questo momento c’è un campionato ancora lungo, vivo questa situazione da nove anni e stare tanto tempo con la stessa società non è frequente nel calcio. Per me fino ad adesso è stata una cosa straordinaria, si sono legate tutte le componenti dal presidente alla città fino ai giocatori. Per le statue c’è tempo, ci sono tanti altri traguardi più belli da raggiungere. Nella vita c’è sempre un inizio e una fine, nel frattempo c’è un viaggio che è la cosa più bella. Anche la vittoria di Dublino è stata bellissima, ma tutta l’avventura è stata meravigliosa". 

Sullo scudetto 

"L’ultima partita con l’Inter ha reso più complicata la corsa, ma non bisogna mai togliere i sogni ai tifosi. Si deve cercare di inseguire l’impossibile, poi magari qualche volta si può anche raggiungere". 

Sulla Roma 

"La Roma? A chi non piacerebbe? È una grande piazza, straordinaria, ha un pubblico eccezionale. Sarebbe un motivo d’orgoglio, ma quello che succederà è difficilmente prevedibile. La Roma è come la Nazionale, piace a tutti". 

Sul suo modo di vedere le cose 

"Per me vincere non è solo alzare un trofeo ma superare le aspettative e gli ostacoli. I protagonisti sono i giocatori che vanno in campo, non ho mai pensato di poter aggiungere qualcosa o far diventare straordinario un giocatore, ma ho sempre cercato di tirar fuori il meglio dalle qualità di ogni calciatore. Il calcio è uno sport di squadra, in una società bisogna cercare di esaltare il bene della squadra non del singolo". 

Sull'esonero di Thiago Motta 

"Non posso che essere affezionatissimo a Thiago Motta, che sta vivendo un momento delicato. Si passa dall’esaltazione alla gogna mediatica, in questo tutti possono migliorare". 

Sul Var 

"Le cose vanno avanti, c’è sempre un’evoluzione anche del nostro sport. Saltuariamente vengono fuori delle novità come quella del VAR, è distante dalla percezione dei calciatori e probabilmente anche del pubblico. Le cose sono diventate difficilmente comprensibili rispetto allo standard che abbiamo avuto per anni. Mi auguro che sia una situazione di passaggio che possa portare a dei miglioramenti per lo spettacolo e per il gioco del calcio, soprattutto che sia comprensibile per il pubblico". 

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