Terremoto Dea: Lookman, infortuni, gestione tecnica. Ma ora conta solo tornare in Champions

Gian Piero Gasperini

La notte europea da incubo vissuta dall’Atalanta ha generato un vero e proprio terremoto nell’ambiente bergamasco. Una serie di conseguenze inevitabili dopo una delusione di questo calibro. Tutte, tranne una, che si sarebbe potuta evitare e riguarda, ancora una volta, Gian Piero Gasperini e il suo atteggiamento davanti alle telecamere quando le cose non vanno. Quella su Ademola Lookman è stata un’uscita fuoriluogo, soprattutto dopo un doppio confronto con il Club Bruges chiuso con un totale di 5-2 per gli avversari.

Caso Lookman, a sbagliare è Gasperini

“Non doveva calciare Lookman, è uno dei peggiori rigoristi mai visti, non è stato un bel gesto”.

Parole incomprensibili, rivolte a un giocatore che, appena entrato, ha subito dato un segnale ai suoi segnando l’1-3 e assumendosi una grande responsabilità nel momento decisivo. Ha sbagliato, ma quando il leader tecnico della squadra è ispirato, cosa si dovrebbe contestare? Il nigeriano ha provato a prendersi la squadra sulle spalle, non riuscendoci pienamente, ma almeno ci ha provato, a differenza di altri perni fondamentali. Se si dovesse parlare di singoli, c’è una squadra intera che ha regalato un tempo al Bruges, compromettendo partita e qualificazione. E allora sì, le parole su Lookman risultano ingenerose e l’atteggiamento di Gasperini inaccettabile in un momento così delicato. Lo stesso attaccante ha replicato su Instagram definendo le dichiarazioni del tecnico “irrispettose”, spingendo la società a organizzare un incontro chiarificatore.

Infortuni e scelte tecniche: cosa non va

L’Atalanta sta attraversando un momento difficile, condizionato dagli infortuni, soprattutto in difesa, ma anche da scelte discutibili. Dalla gestione sbagliata della settimana che ha portato alla debacle europea, con il turnover esagerato contro il Cagliari, alla prestazione horror contro i belgi. Il risultato finale è l’uscita dalla Champions League e la possibilità persa di avvicinarsi a Napoli e Inter in campionato, dopo aver sottovalutato anche Supercoppa e Coppa Italia, trofei ampiamente alla portata.

Sul tavolo, inutile negarlo, ci sono anche alcune scelte tecniche: la gestione ‘kamikaze’ del rientro di Scamacca, ma anche il caso Retegui. Perché non gioca mai un match per intero, soprattutto quando non ci sono vere alternative in panchina? Perché, in una gara in cui bisogna segnare subito, viene sostituito per far entrare Samardzic? Ora occorre ritrovare l’equilibrio perduto e blindare il piazzamento Champions, evitando ulteriori scossoni che destabilizzerebbero l’ambiente.

Alla fine, il rigore calciato da Lookman, concessogli da Retegui stesso con tanto di pallone in mano, era l’ultimo dei problemi…

Crediti foto: Martin Cocciolo

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